LORENZO MILANI – EDUCARE ALLA PASSIONE

2017 – EDIZIONI SAN PAOLO

E’ il 7 dicembre 1954 quando Don Lorenzo giunge a Barbiana, una piccola parrocchia sui monti del Giovi, nella zona del Comune di Vicchio del Mugello. E’ stato nominato priore della Chiesa di San Andrea,  una costruzione del Trecento circondata da poche casupole e dal cimitero, a 475 metri, da cui si vede il paesaggio della Valle del Sieve che diventa scura come carbone non appena il sole invernale cala oltre i monti. Luce elettrica non ce n’è, in parrocchia, e neppure acqua corrente; strade da percorrere con auto o camion neanche a parlarne: Barbiana è isolata dal mondo, conta un centinaio di anime di contadini ingobbiti dalla fatica e pecore e mucche. La punizione giusta, per un prete che insegna ai comunisti, che ha in antipatia feste consacrate e processioni con paramenti sfavillanti e che contrasta ogni tipo di benessere economico e di  consumismo. “Andrò lassù, a Barbiana, e ci morirò”, pensa. Eppure quel luogo più che un castigo si rivelerà  una benedizione, anche se  il giorno successivo al suo arrivo, bagnato da una pioggia fitta e grigia, Don Lorenzo è disperato. Insieme a lui sono giunte la governante Eda insieme alla propria madre. Disorientate (“ma dove ci hanno buttato, priore?”, si chiedono le due donne) e, come lui, affrante. Il luogo è desolato e desolante, nella canonica razzolano galline e polli e la casa è umida e spoglia. Bisognerà rimboccarsi le maniche, in quel posto di montanari isolati dal mondo…


 

 

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